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08
SET
2014

DMEF 17 giugno 2014: cancellati i 15 giorni per la conservazione delle fatture elettroniche

È stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il Decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze 17 giugno 2014, recante le “Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto”, emanato ai sensi dell’articolo 21, comma 5, del Codice dell’Amministrazione digitale (D.Lgs. n. 82/2005).

L’attesissimo decreto in commento abroga e sostituisce il previgente DMEF 23 gennaio 2004, rendendo la conservazione elettronica delle fatture e dei documenti fiscalmente rilevanti estremamente più semplice e sicuramente meno farraginosa rispetto al passato: vediamo quali sono le principali novità.

La principale riforma e è sicuramente la tanto invocata abrogazione del termine di 15 giorni per la conservazione delle fatture, non più contemplato nel DMEF 17 giugno 2014. Il nuovo art. 3, in effetti, fa riferimento al comma 4-ter dell’art. 7 del D.L. 10 giugno 1994, n. 357, vale a dire che il processo di conservazione delle fatture elettroniche sarà allineato a quello di libri e registri contabili e dovrà essere completato entro il termine di tre mesi dalla scadenza prevista per la presentazione della dichiarazione annuale.

Un’altra importante novità riguarda la semplificazione delle modalità di comunicazione con l’Agenzia delle Entrate, alla quale non si dovrà più inviare l’impronta dell’archivio, ma si prevede esclusivamente che il contribuente indichi nella dichiarazione dei redditi che effettua la conservazione in modalità elettronica dei documenti rilevanti a fini tributari (art. 5).

Inoltre, il pagamento dell’imposta di bollo avverrà in un’unica soluzione, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, e non dovranno più effettuarsi le comunicazioni preventive e consuntive finora richieste (art. 6).

Il citato articolo 3, poi, evidenzia la maggiore coerenza della nuova disciplina sulla conservazione dei documenti fiscali con le recenti Regole tecniche sulla conservazione dei documenti, di cui al DPCM 3 dicembre 2013, laddove prescrive che il processo di conservazione dei documenti informatici termina con l’apposizione di un riferimento temporale opponibile a terzi sul “pacchetto di archiviazione”.

In tal senso, anche al comma 2 dell’art. 2 si stabilisce che i documenti informatici rilevanti ai fini tributari hanno le caratteristiche dell’immodificabilità, dell’integrità, dell’autenticità e della  leggibilità, e utilizzano i formati previsti dal Codice dell’Amministrazione digitale e dalle relative Regole tecniche, scelti dal Responsabile della conservazione – il quale ne motiva la scelta nel manuale di conservazione -, e atti  a garantire l’integrità, l’accesso e la leggibilità nel tempo del documento informatico.

Dalle novità introdotte, emerge dunque la volontà del legislatore di dare una forte spinta per incentivare le imprese alla fatturazione elettronica e alla tenuta informatica dei registri contabili, anche alla luce degli obblighi di fatturazione elettronica già in vigore dal 6 giugno verso alcune PA e delle semplificazioni appena previste per la fatturazione elettronica tra le imprese, di cui alla recentissima Circolare n. 18/E del 24 giugno 2014.

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